EPULIDE GRAVIDICO O GRANULOMA PIOGENICO

0 6 giugno 2019

sensibilita-dentale_3Denti sensibili o sensibilità dentale

Cos’è la sensibilità dentale meglio conosciuta come fenomeno dei “denti sensibili”?

La sensibilità dentale è il termine usato per indicare l’ipersensibilità dentinale.

Si può parlare di sensibilità dentale se il caldo, il freddo, le bevande, i cibi dolci o molto acidi e l’aria fredda rendono il tuo dente sensibile o provocano dolore.

La sensibilità dentale è un problema molto comune che può presentarsi e scomparire nel tempo.

È stato stimato che metà della popolazione ne soffre.

Perché si verifica il fenomeno dei “denti sensibili”?

Si verifica a causa dell’esposizione della dentina.

In condizioni normali, la dentina (lo strato che circonda il nervo) è ricoperta dallo smalto nella corona del dente, e dalle gengive.

Nel tempo lo smalto può assottigliarsi, dando minore protezione.

Le gengive possono, inoltre, recedere nel tempo, esponendo la dentina alla radice del dente.

Cosa rende doloros

Posted in Blog, Endodonzia | Tags: ,
0 30 maggio 2019

Ad oggi le nuove linee guida per la prevenzione delle patologia orale sottolineano l’ importanza di abituare fin da subito i bambini  all’ igiene della bocca.  

Ma da che età? In realtà sarebbe opportuno iniziare fin da subito a  pulire con delle garze le gengive dei nostri bambini……abitudine questa già in uso all’epoca delle nostre nonne ma alla quale non è mai stata data troppa importanza.

Oggi invece siamo  certissimi dell’ importanza di questo gesto quotidiano e  possiamo sostituire la garza con  ”coniglio”;  ”strumento”  più specifico, maneggevole e adatto per l’ approccio coi piccoli.

Perché iniziare così presto con l’igiene dentale ?

Ma perché iniziare così presto? I motivi sono almeno tre.

  • “BIOLOGICO“: eliminare precocemente i batteri dal cavo orale  presenti anche se il bimbo/a si nutre al seno.
  • “PSICHICO”: abituarli fin da subito all’esplora

0 22 maggio 2019

Denti permanenti

Nel caso di un bambino l’evento traumatico è sempre un piccolo shock per i genitori, tuttavia è necessario agire razionalmente per consentire in seguito il miglior ripristino possibile.

Innanzitutto verificare l’entità del trauma e se del caso chiamare soccorsi, tamponare con garza o tessuto pulito un abbondante sanguinamento, poi raccogliere i frammenti dentali e tranquillizzare il piccolo infortunato, non rimproveratelo, adesso ha bisogno più del vostro affetto ed ha già pagato i suoi errori o più spesso quelli degli altri.

Non appena possibile mettete i frammenti dentali o il dente espulso nell’acqua o nel latte e contattate prima possibile il vostro dentista di fiducia.

Ricordate che il successo di un eventuale reimpianto dentale dipende in gran parte dalla rapidità con la quale si effettua questa operazione, e questo si valuta in ore, non in giorni.

0 15 maggio 2019

Alla vista di macchie e strisce nere su i denti dei propri figli, i genitori giustamente si allarmano e si rivolgono al loro dentista di fiducia.

Sorriso sano ed estetico è un requisito importante per le relazioni sociali, sia per gli individui adulti che per quelli in età pediatrica.

Ma cosa sono? Perché si formano? E soprattutto, come si tolgono?

Vengono chiamate “black stain”, le lesioni caratterizzate da una pigmentazione di colore nero causate da batteri cromogeni.

Sono discromie estrinseche dentali (macchie dentali sulla superficie esterna del dente), visibili sotto forma di sottili bande parallele al margine gengivale della dentizione permanente e decidua, localizzate soprattutto lungo il terzo cervicale (la zona vicino alla gengiva), a formare una linea continua che si estende da uno spazio interprossimale all’altro (per tutta la larghezza del dente) sotto forma di macchie pigmentate.

Si presentano soprattutto in giovane età e hanno un carattere di familiarità. Sono associate ad una bassa incidenza di carie e ad una variabilità della discolorazione.

0 7 maggio 2019

Quali sono i nemici dello smalto dei denti?

Anche se lo smalto dei denti è uno dei tessuti più duri, ha due nemici capaci di causarne danno sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo: l’abrasione da spazzolamento e l’erosione da acidità degli alimenti. L’erosione consiste nella perdita di smalto dentale per dissoluzione chimica della sua componente minerale. Non è provocata da microrganismi, ma da sostanze acide (con pH tra 1 e 6) che entrano direttamente a contatto con esso. Può colpire anche chi ha un’ottima igiene orale. Quando è coinvolta la dentina, si manifesta con ipersensibilità dentinale. L’abrasione prevede uno stimolo causale di tipo meccanico, con perdita di sostanza dura dentale, soprattutto a livello del colletto del dente. Le cause principali di abrasione sono: uso di spazzolini con setole troppo dure; movimenti di spazzolamento errati; utilizzo di una forza eccessiva nella mano o nel braccio durante lo spazzolamento e uso di uno spazzolino rovinato. Quindi, è raccomandabile sostituire lo spazzolino almeno una volta ogni tre mesi. Molto spesso, il risultato di uno stimolo erosivo è accompagnato anche da un processo abrasivo. Questo accade perché l’azione erosiva degli acidi si concretizza in un attacco alla componente minerale del dente che, di conseguenza, più facilmente potrà essere abraso

0 10 aprile 2019

Tre Indicazioni per migliorare il sorriso

… e Smile Center di sorrisi se ne intende…

Ecco qualche consiglio per scegliere e discriminare le varie opzioni dietetiche. Una dieta bilanciata ed il consumo di alimenti “buoni” ti permetterà di restare in forma e sorridere sempre! Dunque, possiamo distinguere gli alimenti in diverse classi sulla base della capacità cariogena:

  1. CIBI CARIOGENI
  • Carboidrati semplici, zuccheri (molecole di piccole dimensioni).
  • Saccarosio, glucosio, fruttosio, maltosio, miele e zucchero di canna hanno elevate capacità cariogene, mentre lattosio e galattosio un basso livello di cariogenicità.
  • Alimenti dolci e appiccicosi, bevande zuccherate e succhi di frutta.
  1. CIBI A BASSA CARIOGENICITÀ
  • Polisaccaridi, cibi ricchi di amidi, frutta fresca e verdure crude, grazie al loro basso contenuto di zuccheri semplici.
  • Cibi con elevata quantità di acqua, come la maggior parte della frutta e della verdura.

Attenzione ad alcuni vegetali acidi come arance, pomodori, kiwi e limoni, i quali possono provocare erosione dello smalto dentale.

  1. CIBI ACARIOGENI

Grassi e proteine hanno la proprietà di innalzare il pH della saliva e renderlo alcalino:

  • I grassi rid

0 2 aprile 2019

Le dieci regole base salva gengive.

  1. Non fumare
  2. Spazzolare bene denti e gengive
  3. Pulire gli spazi interdentali con filo o scovolini
  4. Lavare denti e gengive almeno due volte al giorno per 2 minuti ciascuna
  5. Dentifrici e collutori specifici sono utili per una pulizia più efficace di denti e gengive, ma solo se prescritti dal dentista
  6. Assumere vitamina C e antiossidanti mangiando frutta e verdura
  7. Eseguire la seduta di igiene professionale almeno 2 volte all’anno
  8. Effettuare il test PSR per controllare la salute gengivale
  9. In caso di gengive sanguinanti, arrossate o alito cattivo è consigliabile una valutazione odontoiatrica
  10. Non trascurare le infiammazioni gengivali, anche se superficiali, in quanto potrebbero degenerare in parodontite

Dott.ssa Alessandra Corsi

0 26 marzo 2019

I tessuti molli del cavo orale

rivestono un ruolo fondamentale nel mantenimento dello stato di salute! Importanti saranno, ad esempio, i frenuli. Si tratta di un fascio di fibre connettivali e muscolari che talvolta risultano di volume aumentato e per cui se ne richiede la rimozione o la modifica di sede. La Frenulectomia, dunque,sarà proprio la rimozione chirurgica di un frenulo attraverso incisione dello stesso, mentre per Frenulotomia si intende il riposizionamento più apicale del frenulo. Sono metodiche che vengono adottate quando i frenuli, labiale e linguale, sottili bande di tessuto molle che collegano labbra, guance e lingua alla mucosa alveolare, sono causa di limitazioni ai fisiologici movimenti dell’apparato stomatognatico, andando ad interferire anche nella fonesi, durante il processo masticatorio e nel corretto posizionamento degli elementi dentari. Gli interventi sono indicati nel momento in cui si riscontrino delle reali interferenze che alterino la fisiologia del cavo orale, previa valutazione clinica e radiologica. Dott.ssa Martina Corsi

0 19 marzo 2019

La protesi totale è un dispositivo

che permette al paziente totalmente edentulo (che ha perduto tutti i denti di una o entrambe le arcate dentarie) di riacquistare le funzioni:

  • Masticatoria
  • Estetica
  • Fonetica

Essa, idealmente, dovrebbe aderire alle mucose che ricoprono la mascella o la mandibola analogamente a due lastre di vetro con interposta una goccia d’acqua, che nel cavo orale è rappresentata dalla saliva: si viene a creare una condizione di “vuoto” che permette alla protesi di stare saldamente ferma.

COSA FARE QUANDO LA PROTESI INIZIA A “TRABALLARE” E CADERE?

Capiamo perché accade ciò: le arcate dentarie, in assenza degli elementi dentari, sono soggette ad un processo di riassorbimento osseo, con conseguente ripercussione sulle strutture che lo ricoprono, quindi le mucose. La graduale perdita di struttura ossea determina la formazione di “spazi” tra la protesi e le mucose, impedendo quindi la formazione del “vuoto”, condizione necessaria affinchè tale dispositivo non cada. In questo caso è necessaria la RIBASATURA della protesi: si tratta di una procedura che, attraverso la semplice presa di una impronta, permette di apporre il materiale “mancante” nelle zone in cui si sono creati gli spazi, affinchè la protesi si adatti alla nuova struttura ossea delle arcate. Dott.ssa Valentina Cami

0 12 marzo 2019

Ma sono tutti efficienti?

Definiti genericamente ‘’fermenti lattici’’, sono alimenti o integratori contenenti microrganismi vivi che vengono assunti con l’obiettivo di modificare la microflora intestinale, al fine di migliorare lo stato di salute dell’individuo o trattare una malattia. Per essere definiti probiotici, i microrganismi che vengono introdotti con gli alimenti devono essere in grado di raggiungere il tratto gastrointestinale in condizione di vitalità per esercitare la loro azione salutistica. Oggi, innumerevoli ricerche scientifiche hanno ampiamente validato il loro razionale utilizzo, sia in termini preventivi sia in termini di trattamento, per la cura di diverse condizioni patologiche. I microrganismi, per essere considerati probiotici, devono essere ceppi che normalmente colonizzano l’apparato gastro intestinale umano, sicuri per l’impiego umano senza causare effetti collaterali, attivi e vitali alle condizioni ambientali presenti a livello intestinale, resistenti a bassi pH, ai succhi gastrici e pancreatici ed essere in grado si colonizzare almeno in modo temporaneo il sistema gastrointestinale umano. I batteri appartenenti al genere Lactobacillus, presenti nei latticini come lo yogurt, non possono essere definiti realmente probiotici in quanto non sono in grado di colonizzare il tratto gastrointestinale umano; questo perc