STOP AI CONTINUI MAL DI TESTA

0 19 febbraio 2019

I casi di emicrania o di cefalea di tipo tensivo…

…che difficilmente rispondono alla terapia specifica, richiedono una valutazione odontoiatrica, quantomeno per escludere questa possibile componente patogenetica. Infatti sia in funzioni normali (deglutizione, masticazione) che patologiche (digrignamento, bruxismo, serramento) la mandibola, trascinata dai muscoli elevatori, ha la tendenza ad avvicinarsi alla mascella facendo perno sul condilo e fermandosi solo quando le arcate dentarie antagoniste entrano in contatto fra loro. Ma se questo contatto avviene per qualunque ragione (scheletrica, dentale, ecc) in una posizione scorretta (morso profondo, deviato, retruso) ecco che, per un periodo di ore/giorno incredibilmente alto, indipendentemente dalla volontà o dallo stato di sonno o veglia, i muscoli masticatori risultano contratti, e predispongono all’insorgenza di cefalea. Il mal di testa, dovuto quindi all’affaticamento dei muscoli della masticazione, oppure dei muscoli della testa, del collo e delle spalle, sarà associato ad un dolore localizzato in varie aree della testa, come le tempie, il lato del viso, la fronte, la parte posteriore e quella superiore. Se tale affaticamento è causato dal bruxismo notturno il mal di testa si manifesterà prevalentemente o esclusivamente la mattina appena svegli. Un’altra causa di mal di testa può ess

0 12 febbraio 2019

La carie è una patologia che colpisce i tessuti duri del dente (smalto e dentina), provocandone la loro graduale perdita. Si sviluppa dalla combinazione di una serie di fattori:

  • Dieta: alto consumo di zuccheri.
  • Microrganismi cariogeni: batteri presenti nel cavo orale che utilizzano gli zuccheri della nostra dieta per produrre sostanze che distruggono i tessuti duri del dente.
  • Fattore Tempo: quanto tempo hanno a disposizione questi batteri di utilizzare gli zuccheri assunti con l’alimentazione.
  • Cariorecettività: predisposizione allo sviluppo di carie della persona.

COSA SI FA? Il tessuto dentario cariato viene rimosso con appositi strumenti determinando la formazione di una cavità, che verrà successivamente riempita con del materiale apposito chiamato composito: si tratta di materiali altamente estetici che hanno oramai sostituito le “vecchie” otturazioni in amalgama (le cosiddette, “piombature”). ATTENZIONE: la carie può colpire anche i dentini da latte dei bambini che, se gravemente compromessi, possono creare problematiche al dente permanente che si trova sotto di essi prima della permuta. Quindi, GENITORI: evitare cibi altamente zuccherini per i propri figli, così come, per i più piccini, l’utilizzo di ciucciotti dolcificati con miele. È bene educare i propri figli all’igiene orale sin da p

0 5 febbraio 2019

Hai mai sentito parlare di OSAS? Si tratta della Sindrome da apnea ostruttiva nel sonno; caratterizzata da episodi di ostruzione completa o parziale delle vie aeree superiori durante il sonno, con sintomatologia correlata. Può manifestarsi di notte, con russamento ed apnee, sonno frammentato ed ipossiemia, oppure durante il giorno, con sonnolenza inappropriata. Le conseguenze saranno di tipo cardiovascolare e neurocomportamentale. I sintomi riscontrati in caso di OSAS sono: russamento sporadico o intermittente, sonnolenza diurna, risveglio con fame d’aria, attività motoria durante il sonno con agitazione e sudore, poliuria e reflusso gastroesofageo. In particolare modo, in fase diurna si ha cefalea, irritabilità, depressione, problemi della sfera sessuale, astenia. Bisogna porre attenzione alle conseguenze associate ad OSAS, in quanto si assiste all’insorgenza di ipertensione arteriosa, nel 50% dei casi, e di sindrome coronarica acuta. Inoltre, la privazione di sonno può determinare demenza e disturbi cognitivi, così come la disregolazione dell’appetito e/o l’aumento di peso: nel paziente con disturbi del sonno non c’è produzione di leptina da parte del tessuto adiposo, dunque non ci sarà senso di sazietà, per cui i risvegli saranno improvvisi e soprattutto associati a forte senso di fame. L’approccio multidisciplinare prevede la copartecipazione

0 5 aprile 2017

Oggi vi parlerò di una delle paure più radicate nei pazienti: IL DENTE DEL GIUDIZIO.

L’ottavo dente dell’arcata dentaria, corrispondente al terzo molare, viene chiamato anche dente del giudizio, in quanto è l’ultimo a erompere e la sua eruzione avviene fra i 16 e i 20 anni.

In realtà la razza umana nei tempi preistorici possedeva 4 molari ma via via con l’evoluzione e con l’accorciarsi della mandibola il nono dente è andato a scomparire, anche se talvolta in rari casi se ne trovano ancora come abbozzi.

Sempre a causa dell’accorciarsi della mandibola si sta andando incontro alla perdita anche del terzo molare.

Anche se l’accorciamento mandibolare è più veloce della perdita del terzo molare per cui oggi ci troviamo nella condizione di avere nella maggior parte dei casi una mancanza di spazio all’eruzione del dente del giudizio e al loro imp

0 21 marzo 2017

Oggi riprendiamo il discorso sulle recessioni gengivali parlando di tecniche chirurgiche. 

Lo scopo è quello di ricreare una adeguata banda di gengiva aderente intorno ai denti.

La gengiva aderente è quella parte di gengiva a contatto dei denti che ha la funzione di proteggere l’osso sottostante dall’attacco chimico batterico e traumatico a cui siamo costantemente sottoposti. 

In pratica la gengiva aderente ha il compito di fare da guarnizione fra esterno, cavità orale e interno osso. 

Per svolgere al meglio questa funzione deve essere presente per 3 mm in altezza e almeno 0,8 mm in spessore. 

Quando viene a mancare può essere ricostruita sia per motivi estetici  che funzionali.

Le tecniche sono varie e con indicazioni specifiche per ognuna. 

Fondamentalmente si possono dividere in d

0 14 marzo 2017

Il dentifricio è un prodotto finalizzato alla pulizia, alla manutenzione dell’estetica ed alla salute dei denti.

Assieme allo spazzolino viene utilizzato comunemente per promuovere l’igiene orale.

È importante notare che la maggior parte delle operazioni di pulizia vengono effettuate mediante l’uso meccanico dello spazzolino da denti, e non per l’attività del dentifricio.

COSA TROVIAMO DENTRO UN COMUNCE DENTIFRICIO?

  1. Acqua
  2. Sostanze abrasive: carbonato di calcio, fosfato di calcio diidrato o anidro, silici, silicati e gel silicati disidratati. Hanno azione pulente e lucidante.
  3. Materiali umettanti e lubrificanti: glicerina, sorbitolo e polietilenglicole. Hanno la funzione di trattenere l’umidità e di impedire l’indurimento del dentifricio a contatto con l’aria.
  4. Leganti ed addensanti: per prevenire la separazione degli ingredienti solidi da quelli liquidi, vengono utilizzati glicerina e derivati della cellulosa.

0 14 marzo 2017

Alcuni collutori, che molto spesso vengono utilizzati in maniera esagerata, hanno all’ interno un principio attivo molto forte e vanno per questo utilizzati per brevi periodi di tempo. Questo principio attivo è la clorexidina, un potente battericida che viene prescritto in caso di infiammazione gengivale del paziente  per una settimana massimo due, aiutandolo così ad abbassare la carica batterica nel cavo orale. Perciò  non deve esse utilizzato quotidianamente, altrimenti andrà ad alterare il colore dello smalto causando antiestetiche macchie sui denti che solo un igiene professionale potrà rimuovere. Per avere una bocca pulita quindi utilizzare spazzolino, filo interdentale o scovolino e tanto tanto olio di gomito.

Dott.ssa Valentina Rocchi

0 5 marzo 2017

I dentifrici whitening funzionano? Questa è una domanda che sentiamo spesso ma la risposta è no, non sbiancano i denti. Usandoli quotidianamente, avendo questi una leggera azione abrasiva,  vanno a rimuovere soltanto quella patina gialla causata dagli alimenti ma non le pigmentazioni estrinseche causate da fumo,caffè ecc. Questo tipo di macchie possono essere rimosse solo con una igiene professionale fatta  periodicamente ogni 6 mesi e solo dopo questa il dentifricio whitening  può svolgere il suo compito e cioé quello di mantenere il  “naturale ” colore dei denti. Per cambiare il colore del dente bisogna fare lo sbiancamento professionale che è tutta un’altra cosa infatti non si va ad agire meccanicamente ma chimicamente.

Dott.ssa Valentina Rocchi

0 25 febbraio 2017

Abbiamo visto come molti attori famosi debbano parte della loro bellezza e del loro fascino alle cure del dentista. E’ opinione comune che certi livelli di alta qualità estetica siano solo alla portata tecnica ed economica di pochi eletti. Oggi con le veneer è possibile in modo semplice veloce e non troppo costoso migliorare il proprio sorriso. Le veneer sono dei sottili gusci di ceramica dello spessore di pochi decimi che vengono incollati sui denti per modificarne forma posizione e colore senza rovinarli assolutamente in quanto i denti sottostanti spesso non vengono quasi toccati. Ottime nei casi in cui ci sia necessità di ingrandire i denti e/o modificarne forma o posizione. Un accurato studio del caso e una ricostruzione 

0 19 febbraio 2017

Oggi parleremo di una problematica estremamente frequente, presente sia nei giovani che nelle persone più mature.

LE RECESSIONI: Si tratta di retrazioni della gengiva che possono colpire uno o più denti in zone singole o multiple della bocca. Il problema è multifattoriale: 1) Quantità e qualità della gengiva aderente che è predeterminata geneticamente; 2) Malposizione dei denti che hanno le radici al di fuori dal bordo osseo; 3) Traumi meccanici quali uno spazzolamento troppo violento o l’uso di spazzolini dalle setole troppo dure; 4) Presenza di placca e tartaro che determinano infiammazione e retrazione ossea.

Al di là del problema estetico c’è un problema funzionale di sensibilità aumentata al freddo o al caldo. Ma il problema vero è che una volta innescato il meccanismo della recessione questo diventa irreversibile e negli anni può portare alla perdita del dente. Il problema è controllabile se all’inizio con la modifica di alcuni comportamenti, spazzolini con setole morbide e tecnica corretta di spazzolamento più dei controlli specialistici alm