Implantologia

Implantologia

Dott. Marco Cernicchi

Dott. Marco Cernicchi

La storia dell’implantologia affonda le sue radici nella notte dei tempi.

Ci giungono dall’antichità reperti archeologici interessantissimi che testimoniano di inserzioni di pezzi di conchiglia lavorata, minerali, osso o addirittura di denti sia umani che animali che venivano impiantati nell’osso

per sostituire gli elementi mancanti.I primi reperti conosciuti sono della civiltà egizia e sono datati intorno al 3000 a.c.

Nel 1961 comparve il primo impianto specificamente progettato per il carico immediato (Stefano Tramonte) dotato di area di rispetto biologica e nel 1964 fu introdotto il titanio in implantologia (Tramonte).

L’implantologia moderna ha inizio con gli studi sull’osteointegrazione del Prof.

Branemark alla fine degli anni 60’.

Alla fine degli anni settanta, grazie agli studi sull’osteointegrazione si diffuse l’impianto sommerso di Branemark, che risolveva alcuni problemi protesici degli impianti a carico immediato. Da quel momento l’implantologia sommersa si diffuse largamente per la facilità, fino ad allora sconosciuta, con cui anche operatori inesperti potevano iniziarsi all’implantologia; gli impianti sommersi si moltiplicarono e modificarono a ritmo velocissimo nel tentativo di correggere alcuni difetti cronici che li affliggevano nonostante il grande successo ottenuto. Collateralmente all’implantologia andava nel frattempo sviluppandosi la chirurgia ricostruttiva in grado oggi di risolvere molti dei problemi ossei che limitavano grandemente l’uso degli impianti sommersi. L’implantologia moderna, sia essa di carico immediato o di carico differito, è disciplina largamente sperimentata ed affidabile, in grado di risolvere quasi tutti i problemi di edentulismo, funzionali o estetici che siano.

Metodiche di implantologia

Le metodiche di implantologia prevedono principalmente due tecniche chirurgiche:

  • two stage: in due fasi, la prima “sommersa”, ovvero con inserimento dell’impianto, sutura sottomucosa e successiva riapertura della mucosa dopo 2-6 mesi ed avvitamento del”pilastro dentale” sull’impianto;
  • one stage: inserimento dell’impianto, che viene lasciato transmucoso, emerge la testa dell’impianto, si potrà così o lasciare guarire (sempre per 2-6 mesi) per integrazione ossea o caricare immediatamente, con apposito pilastro dentale, in modo provvisorio o definitivo, a seconda dei casi. Naturalmente gli impianti monoblocco sono obbligatoriamente impianti one stage a carico immediato.

    Carico immediato moderno – innovazione e tendenza del mercato

L’aumento globale dei problemi di edentulismo totale o parziale collegato all’aumento dell’età media nei paesi più sviluppati e non solo, porta ad un aumento della richiesta di sostituzione totale della dentatura compromessa. Tutto ciò si unisce, almeno nel mondo occidentale, a richieste di trattamenti pur invasivi ma rapidi e indolori.

Oggi siamo arrivati a mettere a punto un protocollo personale che permette

di passare dall’edentulismo totale a una protesi completa definitiva ancorata su impianti in appena 8 ore.

Le soluzioni più moderne rispetto al Toronto Bridge originale prevedono un trattamento abbastanza simile tra le due arcate. Gli impianti, se necessario, si inseriscono non paralleli tra loro ma con una inclinazione di circa 30° allo scopo di evitare i forami mentali nell’arcata inferiore e i seni mascellari nell’arcata superiore: l’obiettivo è ottenere una buona stabilità primaria degli impianti (necessaria anche per il carico immediato) anche in assenza di struttura idonea nelle zone posteriori evitando trattamenti più complessi con innesti di osso. Il posizionamento disparallelo/inclinato prevede necessariamente una componentistica del sistema implantare che permetta successivamente la protesizzazione degli impianti disparalleli. Infatti per gli impianti inclinati è prevista un protesizzazione con doppio moncone, un primo inclinato rispetto all’asse lungo dell’impianto (generalmente di 17°, 30° o addirittura 40-45°) ed un secondo in asse con l’emergenza del primo.

Gli impianti hanno una vita pressoché illimitata (gli studi più lunghi hanno 25 anni), se viene effettuata una quotidiana manutenzione: il rischio più grosso che corrono gli impianti è dato:

nell’immediato post intervento, dalla peri-implantite, ossia un’infiammazione ed infezione delle strutture attorno all’impianto, con conseguente non avvenuta osteointegrazione;

da uno scorretto carico degli impianti stessi, con corone o protesi non corrette, che possono creare un riassorbimento osseo nel tempo, con perdita dell’osso sino alle spire più profonde dell’impianto, con possibilità di perdita dello stesso. Per scongiurare questi possibili insuccessi implantari è necessario quindi una buona protesi, fissa o mobile, ben bilanciata dal punto di vista dell’occlusione (corretto equilibrio occlusale), avere una buona igiene orale quotidiana ed effettuare visite di controllo periodiche.

Va anche detto che il fumo, il diabete non compensato ed alcuni farmaci tra cui i comuni antidepressivi appartenenti alla famiglia degli SSRI[4] possono compromettere sia l’osteointegrazione sia la durata degli impianti.

0 21 marzo 2017

Oggi riprendiamo il discorso sulle recessioni gengivali parlando di tecniche chirurgiche. 

Lo scopo è quello di ricreare una adeguata banda di gengiva aderente intorno ai denti.

La gengiva aderente è quella parte di gengiva a contatto dei denti che ha la funzione di proteggere l’osso sottostante dall’attacco chimico batterico e traumatico a cui siamo costantemente sottoposti. 

In pratica la gengiva aderente ha il compito di fare da guarnizione fra esterno, cavità orale e interno osso. 

Per svolgere al meglio questa funzione deve essere presente per 3 mm in altezza e almeno 0,8 mm in spessore. 

Quando viene a mancare può essere ricostruita sia per motivi estetici  che funzionali.

Le tecniche sono varie e con indicazioni specifiche per ognuna. 

Fondamentalmente si possono dividere in d

0 25 febbraio 2017

Abbiamo visto come molti attori famosi debbano parte della loro bellezza e del loro fascino alle cure del dentista. E’ opinione comune che certi livelli di alta qualità estetica siano solo alla portata tecnica ed economica di pochi eletti. Oggi con le veneer è possibile in modo semplice veloce e non troppo costoso migliorare il proprio sorriso. Le veneer sono dei sottili gusci di ceramica dello spessore di pochi decimi che vengono incollati sui denti per modificarne forma posizione e colore senza rovinarli assolutamente in quanto i denti sottostanti spesso non vengono quasi toccati. Ottime nei casi in cui ci sia necessità di ingrandire i denti e/o modificarne forma o posizione. Un accurato studio del caso e una ricostruzione 

0 19 febbraio 2017

Oggi parleremo di una problematica estremamente frequente, presente sia nei giovani che nelle persone più mature.

LE RECESSIONI: Si tratta di retrazioni della gengiva che possono colpire uno o più denti in zone singole o multiple della bocca. Il problema è multifattoriale: 1) Quantità e qualità della gengiva aderente che è predeterminata geneticamente; 2) Malposizione dei denti che hanno le radici al di fuori dal bordo osseo; 3) Traumi meccanici quali uno spazzolamento troppo violento o l’uso di spazzolini dalle setole troppo dure; 4) Presenza di placca e tartaro che determinano infiammazione e retrazione ossea.

Al di là del problema estetico c’è un problema funzionale di sensibilità aumentata al freddo o al caldo. Ma il problema vero è che una volta innescato il meccanismo della recessione questo diventa irreversibile e negli anni può portare alla perdita del dente. Il problema è controllabile se all’inizio con la modifica di alcuni comportamenti, spazzolini con setole morbide e tecnica corretta di spazzolamento più dei controlli specialistici alm

0 6 febbraio 2015

Il diabete mellito è stato a lungo ritenuto una controindicazione relativa alla terapia implantologica, ma si tratta di un rapporto complesso in cui molto resta da approfondire. Un gruppo di studiosi coordinato da Thomas W. Oates dell’università del Texas si è incaricato di fare il punto sulle attuali conoscenze sul tema, attraverso una revisione sistematica della letteratura pubblicata su Clinical Oral Implants Research.diabethes Nel 2008 al mondo ci sono ca. 350 milioni di diabetici; tra le popolazioni benestanti, il problema aumenta e si stima che a uno statunitense su tre verrà diagnosticata questa patologia entro il 2050. Il diabete si associa a patologie orali e alla perdita di elementi dentari e il trattamento implantologico può comportare un complessivo benessere al paziente. Un regime dietetico adeguato è essenziale; numerosi studi hanno fornito solide evidenze dell’associazione tra una scarsa funzionalità masticatoria e carenze di vitamine, minerali, fibre e proteine e si ritiene che il miglioramento della funzionalità orale assicurato dalla terapia implantare abbia in questo un ruolo positivo.«Sulla base della letteratura disponibile fino a questo momento

0 6 febbraio 2015

Attenzione alla parodontite, che si manifesta con frequente sanguinamento gengivale, alitosi e sensazione di “allungamento” di un dente. Il problema è molto frequente. La forma più grave di malattia delle gengive che colpisce l’ancoraggio tra la radice del dente e la mascella e può portare alla perdita dei denti, potrebbe interessare almeno otto milioni di persone in Italia, più o meno l’8-10 per cento della popolazione adulta e un bambino su mille. Eppure esiste il sistema per scoprire precocemente il danno e quindi mettere in atto presto le misure che consentono di salvare un dente e di compromettere meno il portafoglio. Secondo Maurizio Tonetti, presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia c’è infatti un test del tutto indolore che permette al medico di capire se i sintomi sono legati ad un’alterazione superficiale e di poco conto delle gengive oppure se invece possono nascondersi situazioni in grado di portare alla perdita di denti. “L’indagine prende il nome di PSR e dà rapidamente ragione della necessità o meno di provvedere ad approfondimenti mirati e a terapie specifiche”, spiega l’esperto. Se una persona risulta negativa al test che mette in guardia sulla presenza di eventuali problemi gengivali profondi deve proseguire con il suo programma di protezione dei denti, che si costruisce attraverso una valida igi