Mese: Febbraio 2019

26 Febbraio 2019
sigillatura

COS’E’ E A COSA SERVE?

La struttura dei nostri denti richiama un po’ quella di un paesaggio montano; essi, infatti, sono costituiti:

  • CUSPIDI: rappresentano le “vette” ;
  • FOSSE: assimilabili alle “valli”;
  • SOLCHI: riconducibili al percorso di un fiume che dalle montagne scende verso le valli.

Tutto questo sistema serve a garantire la triturazione del cibo durante la masticazione, dove i denti maggiormente coinvolti sono i molari: le cuspidi si “ingranano” con le fosse dei denti antagonisti (opposti) per sminuzzare i pasti.

Questo processo può portare all’accumulo residui di cibo all’interno dei solchi, che risultano luoghi difficilmente raggiungibili dalle setole dello spazzolino, determinando lo sviluppo di carie.

COME CORRERE AI RIPARI?

La sigillatura dei solchi ne determina la loro “chiusura” con del composito (lo stesso materiale utilizzato per le otturazioni) altamente fluido, in modo tale che all’interno di essi non si venga più ad accumulare cibo ed evitando lo sviluppo di carie.

Questa procedura è attuata nella maggior parte dei casi, in maniera preventiva, nei bambini: essendo loro i soggetti maggiormente utilizzatori di zuccheri, si può “scongiurare” lo sviluppo di carie proprio con la sigillatura.

Dott.ssa Valentina Camilli

19 Febbraio 2019
Mal di testa

I casi di emicrania o di cefalea di tipo tensivo…

…che difficilmente rispondono alla terapia specifica, richiedono una valutazione odontoiatrica, quantomeno per escludere questa possibile componente patogenetica.

Infatti sia in funzioni normali (deglutizione, masticazione) che patologiche (digrignamento, bruxismo, serramento) la mandibola, trascinata dai muscoli elevatori, ha la tendenza ad avvicinarsi alla mascella facendo perno sul condilo e fermandosi solo quando le arcate dentarie antagoniste entrano in contatto fra loro.

Ma se questo contatto avviene per qualunque ragione (scheletrica, dentale, ecc) in una posizione scorretta (morso profondo, deviato, retruso) ecco che, per un periodo di ore/giorno incredibilmente alto, indipendentemente dalla volontà o dallo stato di sonno o veglia, i muscoli masticatori risultano contratti, e predispongono all’insorgenza di cefalea.

Il mal di testa, dovuto quindi all’affaticamento dei muscoli della masticazione, oppure dei muscoli della testa, del collo e delle spalle, sarà associato ad un dolore localizzato in varie aree della testa, come le tempie, il lato del viso, la fronte, la parte posteriore e quella superiore.

Se tale affaticamento è causato dal bruxismo notturno il mal di testa si manifesterà prevalentemente o esclusivamente la mattina appena svegli.

Un’altra causa di mal di testa può essere il dolore che si irradia dall’articolazione temporomandibolare.

Quando questa articolazione è infiammata il dolore è solitamente localizzato nella zona davanti all’orecchio, ma quando è più intenso, ad esempio durante la masticazione, si può irradiare a tutta l’area circostante, soprattutto la tempia e il lato della testa.

Inoltre, qualunque postura scorretta della mandibola dovuta alla malocclusione dentaria induce necessariamente atteggiamenti compensatori a livello della colonna cervicale: di qui un’altra possibilità di influire sulla patogenesi della cefalea, che per questo viene chiamata “cervicogenica”.

A volte questi episodi di mal di testa possono essere confusi con attacchi di emicrania, in quanto si possono manifestare nello stesso modo.

Un’indagine odontoiatrica permetterà di effettuare una diagnosi certa e di attuare una terapia risolutiva, ad esempio mediante l’utilizzo di un semplice bite.

Dott.ssa Martina Corsi

12 Febbraio 2019
carie

La carie è una patologia che colpisce i tessuti duri del dente (smalto e dentina), provocandone la loro
graduale perdita. Si sviluppa dalla combinazione di una serie di fattori:

  • Dieta: alto consumo di zuccheri.
  • Microrganismi cariogeni: batteri presenti nel cavo orale che utilizzano gli zuccheri della nostra dieta per produrre sostanze che distruggono i tessuti duri del dente.
  • Fattore Tempo: quanto tempo hanno a disposizione questi batteri di utilizzare gli zuccheri assunti con l’alimentazione.
  • Cariorecettività: predisposizione allo sviluppo di carie della persona.

COSA SI FA?

Il tessuto dentario cariato viene rimosso con appositi strumenti determinando la formazione di una cavità, che verrà successivamente riempita con del materiale apposito chiamato composito: si tratta di materiali altamente estetici che hanno oramai sostituito le “vecchie” otturazioni in amalgama (le cosiddette, “piombature”).

ATTENZIONE: la carie può colpire anche i dentini da latte dei bambini che, se gravemente compromessi,
possono creare problematiche al dente permanente che si trova sotto di essi prima della permuta.

Quindi, GENITORI: evitare cibi altamente zuccherini per i propri figli, così come, per i più piccini, l’utilizzo di ciucciotti dolcificati con miele.

È bene educare i propri figli all’igiene orale sin da piccoli ed effettuare controlli periodici dal dentista.

Dott.ssa Valentina Camilli

5 Febbraio 2019
OSAS

Hai mai sentito parlare di OSAS?

Si tratta della Sindrome da apnea ostruttiva nel sonno; caratterizzata da episodi di ostruzione completa o parziale delle vie aeree superiori durante il sonno, con sintomatologia correlata.

Può manifestarsi di notte, con russamento ed apnee, sonno frammentato ed ipossiemia, oppure durante il giorno, con sonnolenza inappropriata. Le conseguenze saranno di tipo cardiovascolare e neurocomportamentale.

I sintomi riscontrati in caso di OSAS sono: russamento sporadico o intermittente, sonnolenza diurna, risveglio con fame d’aria, attività motoria durante il sonno con agitazione e sudore, poliuria e reflusso gastroesofageo.

In particolare modo, in fase diurna si ha cefalea, irritabilità, depressione, problemi della sfera sessuale, astenia.

Bisogna porre attenzione alle conseguenze associate ad OSAS, in quanto si assiste all’insorgenza di ipertensione arteriosa, nel 50% dei casi, e di sindrome coronarica acuta.

Inoltre, la privazione di sonno può determinare demenza e disturbi cognitivi, così come la disregolazione dell’appetito e/o l’aumento di peso: nel paziente con disturbi del sonno non c’è produzione di leptina da parte del tessuto adiposo, dunque non ci sarà senso di sazietà, per cui i risvegli saranno improvvisi e soprattutto associati a forte senso di fame.

L’approccio multidisciplinare prevede la copartecipazione in equipe di specialisti, tra cui un ortodontista che rintracci condizioni di malocclusione, disfunzioni dell’articolazione temporomandibolare e che proponga una terapia risolutiva mediante dispositivi intraorali.

 

D.ssa Martina Corsi

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