Tag: Corsi

26 Marzo 2019
Frenulectomia

I tessuti molli del cavo orale

rivestono un ruolo fondamentale nel mantenimento dello stato di salute! Importanti saranno, ad esempio, i frenuli.

Si tratta di un fascio di fibre connettivali e muscolari che talvolta risultano di volume aumentato e per cui se ne richiede la rimozione o la modifica di sede.

La Frenulectomia, dunque,sarà proprio la rimozione chirurgica di un frenulo attraverso incisione dello stesso, mentre per Frenulotomia si intende il riposizionamento più apicale del frenulo.

Sono metodiche che vengono adottate quando i frenuli, labiale e linguale, sottili bande di tessuto molle che collegano labbra, guance e lingua alla mucosa alveolare, sono causa di limitazioni ai fisiologici movimenti dell’apparato stomatognatico, andando ad interferire anche nella fonesi, durante il processo masticatorio e nel corretto posizionamento degli elementi dentari.

Gli interventi sono indicati nel momento in cui si riscontrino delle reali interferenze che alterino la fisiologia del cavo orale, previa valutazione clinica e radiologica.

Dott.ssa Martina Corsi

Posted in Blog, Ortodonzia by Admin | Tags: , , ,
12 Marzo 2019
Probiotici

Ma sono tutti efficienti?

Definiti genericamente ‘’fermenti lattici’’, sono alimenti o integratori contenenti microrganismi vivi che vengono assunti con l’obiettivo di modificare la microflora intestinale, al fine di migliorare lo stato di salute dell’individuo o trattare una malattia.

Per essere definiti probiotici, i microrganismi che vengono introdotti con gli alimenti devono essere in grado di raggiungere il tratto gastrointestinale in condizione di vitalità per esercitare la loro azione salutistica.

Oggi, innumerevoli ricerche scientifiche hanno ampiamente validato il loro razionale utilizzo, sia in termini preventivi sia in termini di trattamento, per la cura di diverse condizioni patologiche.

I microrganismi, per essere considerati probiotici, devono essere ceppi che normalmente colonizzano l’apparato gastro intestinale umano, sicuri per l’impiego umano senza causare effetti collaterali, attivi e vitali alle condizioni ambientali presenti a livello intestinale, resistenti a bassi pH, ai succhi gastrici e pancreatici ed essere in grado si colonizzare almeno in modo temporaneo il sistema gastrointestinale umano.

I batteri appartenenti al genere Lactobacillus, presenti nei latticini come lo yogurt, non possono essere definiti realmente probiotici in quanto non sono in grado di colonizzare il tratto gastrointestinale umano; questo perché sono stabili solo nelle specie di provenienza (bovini, caprini, ovini).

Nell’uomo, svolgono sicuramente funzioni utili ma secondarie e limitate al tempo di passaggio nell’intestino (prima di venire espulsi con le feci).

In ogni caso, anche nel cavo orale, persino un’azione transitoria si può dimostrare utile. Secondo alcuni studi, infatti, potrebbero essere sufficienti 65 grammi di yogurt al giorno per ridurre il rischio di problemi a denti e gengive anche in età avanzata.

Inoltre, recenti studi suggeriscono come la sostituzione di batteri “cattivi” con batteri probiotici del cavo orale possa svolgere un decisivo aiuto nella cura delle parodontiti.

Anche l’alitosi è spesso associata ad uno squilibrio della microflora commensale del cavo orale, che porta alla degradazione di proteine che vengono trasformate in composti volatili di zolfo: alcuni ceppi probiotici hanno la capacità di inibire la produzione di questi composti.

Infine, esistono chewing gum e tavolette orosolubili contenenti probiotici per aumentare quella parte di flora batterica che ha effetti benefici per la salute del cavo orale.

Dott.ssa Martina Corsi

5 Marzo 2019
Cioccolato fa bene ai denti

Perchè è ancora un taboo?

Il cioccolato è stato inserito nella lista degli alimenti “salva-sorriso” in quanto, secondo gli studi condotti, aiuterebbe i denti a non perdere smalto e a non essere attaccati da placca e carie.

Tale affermazione potrebbe apparire sconcertante, considerata la ricchezza di zuccheri del cioccolato e la sua tendenza ad aderire ai denti e alla saliva.

Entrambe queste caratteristiche, infatti, contribuiscono ad elevare significativamente il rischio cariogeno dell’alimento.

I benefici per i denti derivanti dal consumo di cioccolato fondente dipenderebbero dalla presenza di alcuni “antibatterici naturali” all’interno del cacao.

In particolare, alcuni polifenoli (tannini) impedirebbero allo Streptococcus mutans di produrre glucani, come il mutano, che conferiscono al batterio capacità adesive alle superfici dentali.

Si deve tener conto, a tal proposito, di come gli effetti cariogeni di una dieta ricca di zuccheri siano da attribuire soprattutto ad un aumento di adesività del batterio, mentre minore importanza ha l’effetto sulla nutrizione dello stesso.

Le proprietà “anti-adesive” del cacao sono state valutate mediante alcuni studi, che ad esempio hanno portato alla luce una riduzione della placca e della conta di streptococchi mutans dopo l’uso di un collutorio “medicato” con estratti di cacao.

Altri cibi ricchi di tannini saranno, invece, il caffè e il vino rosso.

Occorre comunque considerare che gli alimenti ricchi di tannini tendono a macchiare i denti, soprattutto se sono ricchi di sostanze cromogene, come il tè nero o il cacao.

Per beneficiare delle possibili proprietà anti-carie del cioccolato, gli esperti del sottolineano come sia molto importante scegliere prodotti fondenti ad alta percentuale di cacao (80% o più).

Consumarlo a fine pasto o comunque quando è possibile lavarsi i denti entro pochi minuti, ed evitare di consumarlo in associazione a dessert troppo ricchi di zuccheri e carboidrati.

Se così non fosse, il cioccolato potrebbe rivelarsi più dannoso che benefico per la salute orale.

Dott.ssa Martina Corsi

Posted in Blog, Igiene e profilassi by Admin | Tags: , , ,
5 Febbraio 2019
OSAS

Hai mai sentito parlare di OSAS?

Si tratta della Sindrome da apnea ostruttiva nel sonno; caratterizzata da episodi di ostruzione completa o parziale delle vie aeree superiori durante il sonno, con sintomatologia correlata.

Può manifestarsi di notte, con russamento ed apnee, sonno frammentato ed ipossiemia, oppure durante il giorno, con sonnolenza inappropriata. Le conseguenze saranno di tipo cardiovascolare e neurocomportamentale.

I sintomi riscontrati in caso di OSAS sono: russamento sporadico o intermittente, sonnolenza diurna, risveglio con fame d’aria, attività motoria durante il sonno con agitazione e sudore, poliuria e reflusso gastroesofageo.

In particolare modo, in fase diurna si ha cefalea, irritabilità, depressione, problemi della sfera sessuale, astenia.

Bisogna porre attenzione alle conseguenze associate ad OSAS, in quanto si assiste all’insorgenza di ipertensione arteriosa, nel 50% dei casi, e di sindrome coronarica acuta.

Inoltre, la privazione di sonno può determinare demenza e disturbi cognitivi, così come la disregolazione dell’appetito e/o l’aumento di peso: nel paziente con disturbi del sonno non c’è produzione di leptina da parte del tessuto adiposo, dunque non ci sarà senso di sazietà, per cui i risvegli saranno improvvisi e soprattutto associati a forte senso di fame.

L’approccio multidisciplinare prevede la copartecipazione in equipe di specialisti, tra cui un ortodontista che rintracci condizioni di malocclusione, disfunzioni dell’articolazione temporomandibolare e che proponga una terapia risolutiva mediante dispositivi intraorali.

 

D.ssa Martina Corsi

Posted in Blog, Ortodonzia by Admin | Tags: , ,