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14 Marzo 2017

Il dentifricio è un prodotto finalizzato alla pulizia, alla manutenzione dell’estetica ed alla salute dei denti.

Assieme allo spazzolino viene utilizzato comunemente per promuovere l’igiene orale.

È importante notare che la maggior parte delle operazioni di pulizia vengono effettuate mediante l’uso meccanico dello spazzolino da denti, e non per l’attività del dentifricio.

COSA TROVIAMO DENTRO UN COMUNCE DENTIFRICIO?

  1. Acqua
  2. Sostanze abrasive: carbonato di calcio, fosfato di calcio diidrato o anidro, silici, silicati e gel silicati disidratati. Hanno azione pulente e lucidante.
  3. Materiali umettanti e lubrificanti: glicerina, sorbitolo e polietilenglicole. Hanno la funzione di trattenere l’umidità e di impedire l’indurimento del dentifricio a contatto con l’aria.
  4. Leganti ed addensanti: per prevenire la separazione degli ingredienti solidi da quelli liquidi, vengono utilizzati glicerina e derivati della cellulosa.
  5. Detergenti come il sodio lauril sulfato e la cocamidopropil betaina: sono impiegati per formare la schiuma e asportare le sostanze rimosse con lo spazzolino, che rimangono inglobate nelle bollicine.
  6. Aromi: diverse sono le sostanze che vengono aggiunte al dentifricio, come mentolo, timolo, menta piperita, cannella ed altri oli essenziali.
  7. Dolcificanti acariogeni: sorbitolo (ha anche funzione conservante), saccarina e xilitolo (ha anche funzione antiplacca).
  8. Sostanze funzionali come fluoro, idrossiapatite, clorexidina ecc.

Dott.ssa Valentina De Rubeis

3 Marzo 2015

È caratteristico che in gravidanza si abbia un aumento di forme di gengivite e talvolta la comparsa di caratteristiche estroflessioni interdentali dette epulidi.Epulidi

Le epulidi crescono velocemente a partire dal terzo mese, e sono localizzate in genere sull’arcata dentaria superiore.

Si formano tra due denti, di solito vicino a quelli compresi nella zona fra i due canini.

La causa delle epulidi è multifattoriale, è ipotizzabile che sia necessario una concomitanza di cause e di fattori predisponenti nella genesi del quadro clinico.

Tra essi possiamo ricordare: la presenza di focolai infettivi a carico dei tessuti parodontali profondi e superficiali, il biotipo parodontale, le alterazioni fisiologiche ormonali (tipiche del periodo gravidico) e l’assunzione di alcune terapie farmacologiche sistemiche.

Le epulidi devono essere asportate solo qualora siano molto fastidiose o sanguinanti, infatti nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente dal nono mese in poi.

Le metodiche terapeutiche tradizionali si avvalgono di tecniche d’asportazione escissionali con bisturi a lama fredda, di toilette chirurgiche locali che comprendono manovre di levigatura radicolari e ossee alveolari.

E’ possibile prevenire questa patologia con un programma di igiene orale professionale a cominciare dall’inizio della gravidanza e continuare poi a livello domiciliare, evitando però l’uso di agenti per il controllo chimico della placca come la clorexedina poiché attualmente mancano test di teratogenicità; sono consigliati i collutori a base di sostituti salivari che contengono gli stessi componenti della saliva.

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